Corte d'Appello di Torino, 25.06.2012

Il notaio che, nel ricevere un verbale di inventario di eredità, si limita a recepire la dichiarazione dell'erede, secondo cui non vi sono beni mobili da inventariare, omettendo di attestare quanto da lui direttamente percepito all'interno dei locali dell'ultima residenza del "de cuius", incorre nella violazione dell'art. 147, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 89/1913 (legge notarile). E ciò perché il notaio incaricato di redigere il verbale, sebbene non sia tenuto a porre in essere comportamenti inquisitori e/o ad indagare sulla effettiva consistenza dell'asse ereditario, ha comunque il compito di attestare di persona se e quali beni mobili siano presenti nel luogo in cui il verbale di inventario viene redatto (ultima residenza del "de cuius"). L'evento della compromissione della dignità e reputazione del notaio o del decoro e prestigio della classe notarile, necessario per il perfezionamento dell'illecito disciplinare in esame, si rinviene direttamente nell'abdicazione del notaio ai suoi doveri di accertamento che è suscettibile di produrre nell'Autorità giudiziaria che lo ha nominato per la redazione del verbale di inventario ed anche nei soggetti potenzialmente interessati allo stesso verbale (creditori del de cuius) una valutazione negativa della sua professionalità.



 

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