Corte d'Appello di Roma, Sez. I, 03.07.2012

Quella stabilita dall'art. 3, primo comma, del Regolamento n. 1346/2000 (per il quale il centro degli interessi principali del debitore società o persona giuridica si presume coincidente con la sede statutaria) è presunzione semplice, che può essere vinta, con conseguente assoggettamento del debitore a procedura di insolvenza in uno Stato membro diverso da quello della sua sede statutaria, qualora risultino elementi che consentano di stabilire, in maniera riconoscibile dai terzi, che il centro effettivo di direzione e controllo dell'ente debitore, nonché la gestione dei suoi interessi, sono situati in tale altro Stato. Pertanto, costituiscono elementi significativi nel senso suenunciato, e quindi una società ancorché lussemburghese deve essere assoggettata a fallimento italiano, qualora essa svolga in Italia attività negoziale, amministrativa, di contatti e contratti con i clienti, nonché di invio di corrispondenza, e i suoi soci, clienti e amministratori nonché le sue banche di riferimento siano italiani.



 

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