Corte d'Appello di Lecce Taranto, Sez. minori, 18.07.2012

Integra il delitto di violenza sessuale aggravata, la condotta del minore che, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, mediante minaccia di percosse, violenza ed abuso delle condizioni di inferiorità psichica della vittima, portatrice di deficit intellettivo, la costringeva a subire in due occasioni penetrazione anale ed atti di masturbazione. Nel caso di specie, essendo il delitto commesso da minore tra gli anni 14 e 18, affinché il comportamento vietato assurga a reato, deve essere sostenuto non solo dall'elemento soggettivo richiesto ai fini della configurabilità di esso, ma anche dalla capacità di intendere e di volere di cui all'art. 98 c.p., ovvero dalla capacità del minore di comprendere l'antigiuridicità del fatto e della libertà di tenere un comportamento diverso da quello posto in essere.



 

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