Corte d'Appello di L'Aquila, 14.08.2012

Nel processo penale, il metodo per valutare le dichiarazioni dei testi, confrontandole fra loro e con le emergenze oggettive, non può consistere in un'estenuante e capillare analisi di quanto dichiarato, onde cogliere eventuali imprecisioni o divergenze su singoli particolari, stante la non rispondenza di tale metodo alle modalità con cui la mente umana percepisce gli stimoli esterni e ritiene i ricordi in memoria (atteso che ciascun avvenimento, per poter essere percepito, deve superare la soglia dell'attenzione di chi vi assiste; che tale soglia è estremamente variabile da una persona all'altra; che quanto più intensamente viene superata la soglia individuale dell'attenzione, tanto più vivo sarà il ricordo dell'avvenimento; sicché può accadere ed accade che più persone, assistendo al medesimo avvenimento, vengano colpite nello stesso modo dagli stimoli più intensi, ma in maniera differente dagli stimoli secondari, i quali vengono pertanto memorizzati differentemente).



 

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