Corte d'Appello di L'Aquila, 05.09.2012

In tema di domande nuove in appello, con specifico riferimento all'azione di risarcimento del danno, non sussiste violazione del divieto di cui all'art. 345 c.p.c., laddove dalle conclusioni rassegnate si evinca che la domanda risarcitoria, in relazione a tutti i danni subiti per la causale descritta nel libello introduttivo, abbia investito sin dall'inizio ogni possibile voce di danno, esprimendo per la sua onnicomprensività la volontà di riferirsi ad un ristoro globale ricomprendente tutti i possibili profili di danno patiti. Viceversa, qualora nell'originario atto di citazione siano indicate specifiche voci di danno e tra esse non siano indicate quelle poi oggetto di specifica richiesta in appello, la relativa domanda, ove proposta solo in appello, rappresenta domanda nuova e come tale inammissibile.



 

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