Corte d'Appello di L'Aquila, 15.09.2012

E' fondata la domanda risarcitoria formulata nei confronti della compagnia telefonica che abbia erroneamente associato, nell'elenco abbonati, il numero di un noto centro estetico al nominativo dell'attore il quale, per tale errore, riceveva continue telefonate, indirizzate al predetto centro estetico, con lesione e pregiudizio della propria sfera domestica e della sua quiete e tranquillità, nonché con limitazione del suo diritto di comunicazione in quanto costretto a staccare il telefono di casa per ovviare al continuo disturbo. Nel caso di specie si configura l'inadempimento della convenuta in merito alla non consentita intrusione nella vita quotidiana e domestica da parte di terzi, per mezzo del telefono, in quanto ripetuta con frequenza nell'arco della giornata e protrattasi ininterrottamente per un lungo tempo senza che la compagnia telefonica convenuta adottasse alcun accorgimento per ovviare o limitare l'inconveniente. Dovendo ritenersi che nei contratti relativi alle utenze telefoniche siano ricompresi anche gli interessi di natura non patrimoniale, dall'accertata lesione del diritto alla riservatezza ed all'intangibilità della quiete domestica oltre la soglia della normale tollerabilità, deriva certamente il diritto alla tutela risarcitoria.



 

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