Corte d'Appello di Lecce Taranto, 18.09.2012

In tema di compravendita immobiliare la valutazione dell'essenzialità del termine per la conclusione del contratto definitivo deve operarsi alla stregua di un duplice criterio: da un lato occorre far riferimento ad un parametro oggettivo attraverso la verifica che l'inadempimento abbia inciso in misura apprezzabile nell'economica complessiva del rapporto si da dar luogo ad uno squilibrio sensibile del sinallagma contrattuale mentre, dall'altro occorre far riferimento agli elementi di carattere soggettivo, consistenti nel comportamento osservato dalle parti, idoneo, in relazione alla particolarità del caso, ad attenuare il giudizio di gravità nonostante la rilevanza della prestazione mancata o ritardata. A ciò aggiungasi che il termine per la stipulazione del contratto definitivo non costituisce normalmente termine essenziale, il cui mancato rispetto legittima la dichiarazione di scioglimento del contratto. Detto termine può ritenersi essenziale solo quando, all'esito dell'indagine istituzionalmente riservata al giudice di merito e soprattutto dalla natura e dall'oggetto del contratto, risulti inequivocabilmente la volontà delle parti di considerare ormai persa l'utilità economica del contratto con l'inutile decorso del termine.



 

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