Corte d'Appello di Napoli, Sez. VI, 19.09.2012

Incorre nell'imputazione per il reato di violazione dei sigilli, la prevenuta che con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di proprietaria, committente e custode giudiziario dell'immobile, violi i sigilli apposti dall'A.G. al fine di assicurare la conservazione e l'identità delle opere nelle date e nel luogo di accertamento dell'abuso edilizio. Qualora venga riscontrata la violazione dei sigilli, di essa risponde, da solo o in concorso con altri, il custode giudiziario della cosa sottoposta a sequestro sul quale incombe il dovere giuridico di impedire che il fatto si verificasse. La riscontrata violazione dei sigilli, quindi, in assenza di preventivo avvertimento all'A.G., induce ad addebitarla al custode salvo che lo stesso non dimostri di non essere stato in grado di avere conoscenza del fatto per caso fortuito o forza maggiore. In tal caso si configura cioè un onere della prova che incombe sul custode.



 

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