Corte d'Appello di Campobasso, 08.10.2012

In tema di appalti pubblici, il diritto del responsabile del procedimento, alla corresponsione di un premio per l'attività espletata, è stato oggetto di una diversa disciplina in quanto successivamente alla disciplina introdotta con la legge n. 127 del 1997 la previsione della costituzione di un fondo nella misura dell'1% non era subordinata ad alcun adempimento di sorta se non all'unilaterale adozione del relativo regolamento da parte dell'ente; a seguito delle modifiche introdotte con la legge n. 144 del 1999, invece, la quantificazione del compenso era subordinata alla preventiva definizione dei criteri e delle modalità che sarebbero stati assunti in sede di contrattazione decentrata e che il regolamento dell'ente avrebbe dovuto recepire tal quali. Ne deriva che ai fini della corresponsione del compenso rivendicato, se da un lato si configura un vero e proprio diritto soggettivo del lavoratore, che non può ritenersi subordinato all'emanazione del regolamento dell'ente, dall'altro è anche vero che solo nel periodo di tempo intercorrente tra le due discipline succedutesi (1997 e 1999), l'emanazione del regolamento dipendeva esclusivamente da un comportamento del debitore mentre successivamente no.



 

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