Corte d'Appello di Trento, 08.10.2012

E' imputabile per il reato di lesioni personali colpose il prevenuto che nella sua qualità di datore di lavoro e l.r. della s.r.l., per negligenza, imprudenza e violazione delle norme di cui agli artt. 118 e 12 del D.Lgs. n. 81 del 2008, cagionava lesioni personali al lavoratore, omettendo di provvedere all'armatura di consolidamento del terreno e di effettuare puntellature per assicurare i depositi di materiali posti sul ciglio degli scavi. In tal modo il lavoratore veniva investito da un movimento franoso che spingendolo violentemente contro un tubo in ghisa, gli provocava lesioni personali giudicate guaribili in 146 giorni. La colpevolezza del prevenuto deve ritenersi accertata, in virtù del fatto che lo smottamento del terreno costituisce un'eventualità tutt'altro che remota o imprevedibile; infatti, quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, infiltrazioni, gelo o disgelo, si temano frane o smottamenti, deve sempre provvedersi all'armatura o al consolidamento del terreno. Appare evidente che nel caso di specie, ove dette misure fossero state adottate, l'infortunio non si sarebbe verificato per cui è passibile di rimprovero il prevenuto che con il suo comportamento abbia esposto a rischio i propri dipendenti sena farsi carico della particolare pericolosità del luogo di lavoro.



 

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