Corte d'Appello di Genova, Sez. IV, 08.10.2012

E' infondato l'appello proposto dall'INPS avverso la sentenza con la quale il giudice del lavoro abbia accolto il ricorso esperito avverso tre cartelle di pagamento aventi ad oggetto la pretesa dei contributi nei confronti del farmacista, opponente in prime cure, relativamente alla posizione di collaboratrice familiare della figlia, laddove l'istituto previdenziale non abbia fornito alcuna prova in relazione all'attività svolta da quest'ultima all'interno della farmacia gestita dal padre. Nel caso di specie la pretesa dell'ente previdenziale si fondava unicamente su una dichiarazione del titolare della farmacia circa l'esistenza di un'impresa familiare con la figlia, prescindendo da qualsivoglia informazione circa le caratteristiche della prestazione fornita dall'asserita collaboratrice. La circostanza per la quale l'ente previdenziale fondasse la sua pretesa su una mera dichiarazione dell'opponente, quindi, vale ad escluderne la fondatezza, ben potendo, lo stesso, essere caduto in errore circa il significato giuridico di "impresa familiare".



 

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