Corte d'Appello di Lecce Taranto, 08.10.2012

Incorre nell'imputazione per il reato di violenza sessuale, il prevenuto che con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con abuso delle sue relazioni di collaboratore scolastico in servizio presso l'istituto di istruzione superiore e delle condizioni di inferiorità psichica derivanti dal ritardo mentale della minore, alunna presso il medesimo istituto scolastico, abbia posto in essere atti sessuali con la stessa, consistiti nel toccarle le parti intime e nel farsi toccare a sua volta. Il soggetto attivo del reato è punibile non già per effetto dell'automatismo derivante dalla malattia mentale della vittima in quanto anche con il soggetto fisicamente o psichicamente inferiore sussiste la possibilità di intrattenere rapporti sessuali da considerarsi leciti. A tal fine però, è necessario che questi non siano connotati da induzione e da abuso delle condizioni di menomazione. Nel caso di specie l'abuso e l'induzione si ravvisano chiaramente nelle dazioni di denaro, solitamente utilizzato dalla stessa per l'acquisto di merende, focacce, cioccolata.



 

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