Corte d'Appello di Campobasso, 09.10.2012

E' infondata la domanda giudiziale con la quale l'istante, nella sua qualità di erede, chieda accertarsi la responsabilità delle Poste Italiane S.p.A. in relazione al decesso del marito, dipendente della società con mansioni di operatore di sportello, per essere stato lo stesso esposto a condizioni di superlavoro, laddove l'istante non abbia provato la domanda giudiziale mediante la produzione di certificazioni sanitarie ulteriori rispetto a quelle attestanti il decesso per arresto cardiocircolatorio né abbia dimostrato che le modalità di espletamento del lavoro fossero state tali da determinare uno stato di cattiva salute ed in quanto tale idoneo a provocare la morte. In conclusione, essendo il complesso delle condizioni oggettive del lavoro di sportellista del de cuius assolutamente ordinarie ed accertata l'assenza di elementi idonei a determinare in capo al datore di lavoro, quale garante dell'incolumità psicofisica dei prestatori di lavoro, l'obbligo di predisporre misure e cautele per la salvaguardia della salute del dipendente, non si ravvisa alcuna responsabilità dell'ente nel decesso dello stesso.



 

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