Corte d'Appello di Genova, Sez. IV, 09.10.2012

La nozione di imprese industriali degli enti pubblici deve interpretarsi con riguardo alla funzione ed ai limiti del potere di controllo dello Stato o dell'ente pubblico sulla gestione della società. Ne discende che nel caso di società per azioni, ove il capitale versato sia interamente di proprietà degli enti pubblici e sia da essi gestito, si può ritenere più conveniente adottare di volta in volta schemi operativi privatistici o pubblicistici. Le società costituite dagli enti pubblici che detengono interamente dei pacchetti azionari devono essere considerate imprese industriali pubbliche a tutti gli effetti e ciò anche per quanto concerne l'esclusione dal pagamento dei contributi di C.I.G. di cui all'art. 3 del D.Lgs. n. 869 del 1947. Il comma 2° dell'anzidetto art. 3 prevede l'assoggettamento dell'impresa industriale dell'ente pubblico alla contribuzione per la C.I.G. su richiesta delle Amministrazioni interessate secondo un meccanismo che presuppone una scelta interamente rimessa all'ente pubblico e non all'impresa; ciò comporta che in materia di C.I.G. anche le società per azioni con prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l'esercizio di attività industriali, sono assoggettate all'obbligo del pagamento dei relativi contributi, non trovando applicazione l'esonero di cui al comma 2° dell'art. 3.



 

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