Corte d'Appello di Napoli, Sez. II, 19.10.2012

In tema di delitti concernenti le armi, ai fini della concessione della circostanza attenuante del fatto di lieve entità, il giudice è tenuto a valutare, in primo luogo, le componenti oggettive e soggettive del fatto e solo dopo, effettuato positivamente il predetto vaglio, può prendere in considerazione la qualità e la quantità delle armi detenute. L'uso di un'arma ad alta pericolosità, quale un fucile a doppietta, anche se a scopo intimidatorio, esclude in radice ogni possibilità di qualificazione del fatto come di lieve entità, stante la sicura volontà del detentore di usare l'arma nella piena consapevolezza del suo potenziale esplosivo e con possibili effetti devastanti per la vittima, apparendo, a tale riguardo, irrilevante lo scopo, intimidatorio ovvero omicidiario, perseguito dall'agente.



 

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