Corte d'Appello di Napoli, Sez. VI, 23.10.2012

Si impone la pronuncia di una sentenza assolutoria, per insussistenza dei fatti, nei confronti del prevenuto, imputato per il reato p. e p. dall'art. 609-quater perché, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, più volte ed in tempi diversi, compiva atti sessuali di vario genere, nei confronti della figlia minore di sette anni. Invero, pur non essendovi dubbi circa la sussistenza di elementi che possano far pensare che la minore abbia subito abusi sessuali, laddove la cattiva gestione del rapporto con la bambina, da parte della psicologa non abbia consentito di giungere ad elementi di conoscenza certi e scevri da possibili forme di inquinamento, non resta che ritenere che se da un lato non è possibile affermare che vi sia stato un inquinamento, dall'altro neppure lo si può escludere. In mancanza di elementi idonei a fornire una prova certa, idonea per la pronuncia di una sentenza di condanna, non resta che assolvere l'imputata per insussistenza del fatto.



 

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