Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 29.10.2012

La condotta di falsificazione ideologica del pubblico ufficiale ipotizzata dall'art. 479 c.p. deve sostanziarsi in un'attività svolta "nell'esercizio delle sue funzioni" pubblicistiche. Ciò detto, è necessario distinguere gli atti che sono espressione della pubblica funzione e/o del pubblico servizio e che tendono a conseguire gli obiettivi dell'ente pubblico da quelli strettamente attinenti alla prestazione di lavoro ed aventi, pertanto, esclusivo rilievo sul piano contrattuale e non anche su quello funzionale. Ne deriva che il cartellino marcatempo ed i fogli di presenza sono destinati ad attestare solo una circostanza materiale che afferisce al rapporto di lavoro tra il pubblico dipendente e la pubblica amministrazione, ed in ciò esauriscono in via immediata i loro effetti, non involgendo affatto manifestazioni dichiarative, attestative o di volontà riferibili alla pubblica amministrazione. In ordine a tali atti, laddove non vengano recepiti in altri provvedimenti della pubblica amministrazione a loro volta attestativi, dichiarativi o di volontà della stessa, non può sussitere la fattispecie delittuosa di cui al citato articolo.



 

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