Corte d'Appello di L'Aquila, 30.10.2012

In merito all'imputazione per il delitto di ricettazione perché il prevenuto, al fine di conseguire un ingiusto profitto, acquistava e/o riceveva l'assegno circolare di provenienza delittuosa, negoziandolo e ponendolo all'incasso, va respinta la tesi difensiva volta all'imputazione del prevenuto per il delitto di furto. Invero, il possesso ingiustificato di refurtiva integra il delitto di ricettazione quando sia non solo improponibile ma anche non dimostrabile l'accusa in termini di sottrazione delle cose possedute senza titolo. Nel caso di specie, a fronte del silenzio serbato dall'imputato, che esercitando una propria insindacabile scelta, abbia comunque deciso di non fornire alcuna spiegazione circa le ragioni del possesso da parte sua di un assegno provento di furto, non sussistono i presupposti idonei da cui dovrebbe desumersi che proprio l'imputato fu l'autore del furto.



 

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