Corte d'Appello di Roma, Sez. III, 07.11.2012

La devoluzione in via esclusiva agli arbitri della ricostruzione in fatto del rapporto controverso, in linea con la scelta operata dalle parti con il compromesso, si riverbera sui confini entro i quali può essere denunciata la nullità del lodo per inosservanza di regole di diritto "in iudicando", ed inoltre sui requisiti occorrenti per conferire specificità alla relativa deduzione. Tale denuncia, in quanto ancorata agli elementi accertati dagli arbitri (e quindi circoscritta in ambito analogo a quello della violazione di legge opponibile con il ricorso per cassazione), postula l'allegazione dell'erroneità del canone di diritto applicato rispetto a quegli elementi, di modo che non è proponibile in collegamento con la deduzione di lacune d'indagine e di motivazione, che potrebbero evidenziare l'inosservanza di legge solo in esito al riscontro dell'omesso o inadeguato esame di circostanze di carattere decisivo. La denuncia medesima, inoltre, non può esaurirsi nel richiamo di principi di diritto, con invito al giudice dell'impugnazione di controllarne l'osservanza da parte degli arbitri, ma esige un pertinente riferimento ai fatti ritenuti dagli arbitri, per rendere autosufficiente ed intellegibile la tesi secondo cui le conseguenze tratte da quei fatti violerebbero i principi medesimi.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive