Corte d'Appello di Roma, Sez. II, 08.11.2012

Il discredito che deriva dall'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi di un protesto cambiario è tale da ingenerare una presunzione di scarso affidamento dell'impresa e da connotare come rischiosi gli affidamenti già concessi con inevitabile perturbazione dei suoi rapporti economici e una perdita costituita dalla diminuzione o dalla privazione di un valore del soggetto e del suo patrimonio alla quale il risarcimento deve essere commisurato. La liquidazione del danno che consegue all'illegittima segnalazione di un protesto cambiario può, dunque, essere effettuata anche secondo criteri equitativi, qualora l'attività svolta non consenta di dare certezza alla misura del danno stesso, come avviene quando, essendone certa l'esistenza, risulti impossibile o estremamente difficoltoso provare la precisa durata del pregiudizio economico subito.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive