Corte d'Appello di L'Aquila, Sez. lavoro, 14.11.2012

Il recesso anticipato dal contratto di lavoro a termine è consentito esclusivamente quando ricorra una giusta causa ascrivibile a comportamenti del lavoratore, trovando applicazione, la disciplina dettata dall'art. 2119 c.c. Nel caso in cui il recesso avvenga per giustificato motivo oggettivo, a seguito del riassetto aziendale, in mancanza di una specifica disciplina, deve farsi necessariamente ricorso alle normali regole dei contratti in forza delle quali non è consentito ad alcuna delle parti contraenti assumere iniziative che eventualmente rendano non più utile la prestazione della controparte. Vale a dire che, se in un rapporto a tempo indeterminato può pensarsi che sopravvengono delle ragioni che rendono oggettivamente non più conveniente mantenere in vita il rapporto medesimo, ciò non vale quando la durata del rapporto di lavoro sia limitata nel tempo, soprattutto se è il datore di lavoro che in ragione delle particolari esigenze aziendali, si avvalga dello strumento del contratto a termine.



 

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