Corte d'Appello di Roma, Sez. III, 08.01.2013

L'esperibilità dell'azione revocatoria deve ammettersi non già per il conseguimento di finalità restitutorie, bensì per la ricostituzione della garanzia generica assicurata al creditore dal patrimonio del debitore, ai sensi dell'art. 2740 c.c. La condanna all'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto definitivo, infatti, può perseguirsi solamente se, colui che è tenuto ad adempiere, conservi la proprietà dell'immobile. Nel caso in cui, prima della trascrizione della domanda di adempimento coattivo, accolta con sentenza, sia stato trascritto l'acquisto del medesimo bene da parte di un terzo, l'opponibilità dell'atto traslativo al promissario acquirente e la conseguente impossibilità di questi di acquistare la proprietà del bene, già definitivamente acquistata dal terzo, nonostante la sentenza abbia attribuito lo stesso diritto al promissario acquirente, comportano, nei confronti del promittente venditore, il sorgere di diritto al risarcimento del danno se la consistenza di esso, per effetto dell'atto di disposizione, si sia ridotta al punto di pregiudicare l'azione esecutiva per la realizzazione del credito.



 

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