Corte d'Appello di Napoli, Sez. III, 17.01.2013

Il ritardo, da parte della A.S.L., nel pagamento delle ricette spedite dalla farmacia, non comporta l'applicazione, sulle somme dovute, degli interessi moratori di cui al D.Lgs. n. 231 del 2002. Tale normativa, invero, non trova applicazione per i contratti conclusi prima del 8/8/2002, i quali restano regolati dal D.P.R. n. 371 del 1998 sorto antecedentemente a tale data e recante un regolamento di recepimento dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina di tali rapporti, il quale contiene una disciplina convenzionale, un sistema puntuale di determinazioni di tutte le regole stabilite dalle parti nell'accordo, riguardanti l'entità e le concrete modalità di erogazione delle somme spettanti ai farmacisti a titolo di ristoro del danno subito per il ritardo nel pagamento delle ricette spedite mensilmente, comprensive non soltanto della corresponsione degli interessi legali, ma anche del riconoscimento del diritto alla corresponsione di un acconto. Tali clausole costituiscono, dunque, la fonte regolatrice degli importi dovuti ai farmacisti per il ritardo delle A.S.L. nei pagamenti, le quali nemmeno possono intendersi inique e meno favorevoli del regime introdotto dal D.Lgs. n. 231 del 2002.



 

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