Corte d'Appello di Lecce Taranto, 21.01.2013

La configurabilità della responsabilità di natura oggettiva di cui all'art. 2051 c.c. richiede la sussistenza, con onere della prova a carico del danneggiato, del nesso di causalità materiale tra la res che taluno abbia in custodia ed il danno da essa arrecato, il quale deve essere escluso ogni qualvolta l'evento dannoso sia riferibile al caso fortuito, ovvero ascrivibile alla condotta del danneggiato, che abbia interrotto il rapporto eziologico tra res e danno. Il giudizio sull'autonoma idoneità causale del fattore esterno, estraneo alla cosa, deve essere in ogni caso adeguato alla natura della cosa ed alla sua pericolosità, nel senso che quanto meno essa è intrinsecamente pericolosa e quanto più la situazione di possibile pericolo è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione delle normali cautele da parte dello stesso danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi la efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino ad interrompere il nesso eziologico tra cosa e danno e, dunque, ad escludere la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c.



 

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