Tribunale di Roma, Sez. V, 02.01.2012

L'art. 1061 c.c. - a mente del quale le servitù non apparenti non possono acquistarsi per usucapione, e che specifica che non apparenti sono le servitù quando non si hanno opere visibili e permanenti destinate alloro esercizio -, è espressione dei principi di affidamento e di certezza dei rapporti giuridici Tale previsione, inoltre, è sistematicamente collegata, da un lato, con la previsione della non clandestinità del possesso utile ad usucapire e, dall'altro lato, con la previsione degli strumenti rimediali di cui all'art. 1489 c.c. in caso di vendita di bene gravato da servitù non apparente non dichiarata dal venditore. Dunque, se tale ne è la ratio, deve convenirsi che il requisito dell'apparenza non vada interpretato non come l'astratta idoneità di un'opera ad essere visivamente percepita, per il sol fatto della sua materialità (con conseguente riducibilità delle servitù non apparenti unicamente a quelle negative), ma come caratteristica che deve essere valutata in concreto secondo le peculiarità del caso e che risponde all'idea di un'effettiva conoscenza della stessa da parte del proprietario del fondo servente.



 

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