Tribunale di Roma, Sez. XIII, 02.01.2012

Nella liquidazione del danno alla persona, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, l'adozione della regola equitativa di cui all'art. 1226 c.c. deve garantire non solo l'adeguata considerazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l'uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi. E' intollerabile ed iniquo, che danni identici possano essere liquidati in misura diversa sol perché le relative controversie siano decise da differenti uffici giudiziari. Equità, infatti, vuol dire non solo proporzione, ma anche uguaglianza, con la conseguenza che compiti di giudice della nomofilachia, deve rientrare anche quello di indicare ai giudici di merito criteri uniformi per la liquidazione del danno alla persona, e tali criteri sono stati individuati nelle Tabelle di riferimento per la stima del danno alla persona elaborate dal Tribunale di Milano, trattandosi del criterio più diffuso sul territorio nazionale.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive