Tribunale di Taranto, Sez. III, 09.01.2012

Non merita accoglimento la domanda risarcitoria formulata in relazione ai danni subiti dall'attrice a seguito dell'infortunio occorsole utilizzando lo scivolo posto all'interno del parco acquatico, allorché si procurava la frattura dell'arto inferiore sinistro a causa della sdrucciolosità del fondo piscina. Invero, nel caso di specie, l'attività svolta dalla convenuta può considerarsi pericolosa limitatamente alla fase di utilizzo dello scivolo e fino a quando l'utente non termini la sua corsa nella sottostante piscina, non potendo ritenersi attività pericolosa la fase successiva in cui l'utente esce dalla piscina una volta aver terminato il percorso dello scivolo con la sua deposizione in acqua. In conclusione, il semplice utilizzo della piscina, non costituendo di per sé attività pericolosa, secondo la sua normale destinazione, non attribuisce il diritto al risarcimento dei danni che l'utente dichiari di aver subito nella fase successiva all'utilizzo dello scivolo, mentre stava cercando di uscire dalla piscina. Non sussiste, in tal caso, il rapporto causale con l'attività pericolosa gestita dalla convenuta la quale non può ritenersi responsabile, a titolo di custodia, dei danni nei quali l'attrice sia incorsa.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive