Tribunale di Monza, 11.01.2012

Ai fini della configurabilità del delitto di violenza sessuale, a prescindere dalla prospettazione condivisa in merito al concetto, non tipizzato, di atti sessuali, affinché si attivi la punizione imposta dalla norma incriminatrice di cui all'art. 609 bis c.p. deve esservi sempre ed imprescindibilmente nell'agente la coscienza e la volontà di compiere atti pervasivi dell'altrui sfera sessuale, ponendo in pericolo il bene primario della libertà dell'individuo attraverso il soddisfacimento del proprio istinto libidico, seppure l'appagamento o meno della libido non può assumere di certo un rilievo decisivo ai fini del perfezionamento del reato. Al di fuori di tale circostanza, tutto ciò che viene percepito come volgare, offensivo, incivile o ineducato, ma non attinente alla libertà sessuale e personale del soggetto passivo, non può essere punito ai sensi della norma menzionata, bensì eventualmente, in quanto grave offesa alla dignità ed al decoro personale, ad altro titolo.



 

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