Tribunale di Firenze, Sez. I, 11.01.2012

Configura il reato di molestia la condotta del prevenuto che per petulanza o per altro biasimevole motivo, all'interno del bar ove lavorava la sua vittima come barista ed ove lui si recava come cliente, molestava la donna rivolgendole continue battute e frasi pesanti mentre la stessa era dietro il bancone a lavorare. Orbene, in ordine alla fattispecie ascritta, devono ritenersi sussistenti i presupposti oggettivi e soggettivi del reato contestato per effetto dell'alterazione cagionata in maniera dolorosa e fastidiosa alla tranquillità della persona con petulanza o importunamente senza alcuna giustificazione e per biasimevole motivo, ovvero con un modo di agire pressante, ripetitivo, insistente, indiscreto, idoneo ad interferire sgradevolmente nella sfera della quiete e della libertà delle persone.



 

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