Tribunale di Milano, Sez. lavoro, 13.01.2012

Il contratto di somministrazione, ammesso, ex art. 20, comma quarto, D.Lgs. n. 276 del 2003, a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibile alla ordinaria attività dell'utilizzatore, in seguito alla novella apportata dal D.Lgs. n. 251 del 2004, è nullo, ed i prestatori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell'utilizzatore, nella sola ipotesi in cui il contratto non sia stipulato per iscritto e non più anche qualora non siano indicati in forma scritta gli elementi di cui alle lett. a), b), c), d) ed e) dell'art. 21, comma primo, D.Lgs. n. 276 del 2003. In seguito a tale modifica normativa, pertanto, non ha più luogo la irregolarità del contratto di somministrazione nell'ipotesi di mancata specificazione per iscritto, nel negozio stipulato tra lavoratore e somministrante, delle ragioni legittimanti la somministrazione, o ancora di mancata indicazione in detto contratto del numero dei prestatori somministrati, o, infine, di mancata specificazione per iscritto delle ragioni giustificanti le proroghe del rapporto, unicamente rilevando la menzionata carenza della forma scritta del contratto. Dedotta, dunque, la sussistenza di contratti di somministrazione a tempo determinato, compito del Giudice è quello di verificare che le ragioni sottese al singolo negozio, ancorché sinteticamente o genericamente indicate, siano sussistenti ed abbiano carattere tecnico o produttivo o organizzativo o, ancora, sostitutivo, e siano eziologicamente connesse alle mansioni affidate in concreto al singolo lavoratore.



 

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