Tribunale di Potenza, 16.01.2012

In ordine ai danni subiti dall'utente della strada in conseguenza dell'omessa od insufficiente manutenzione di strade pubbliche, il referente normativo per l'inquadramento della responsabilità della p.a. non è costituito ordinariamente dall'art. 2051 c.c. - che sancisce una presunzione di responsabilità inapplicabile nei confronti della p.a. con riferimento ai beni demaniali -, quando risulti l'oggettiva impossibilità di un esercizio del potere di controllo di essa sulle strade in custodia, in dipendenza del loro uso generale e diretto da parte dei terzi e della notevole estensione di tali beni. In quest'ultimo caso, il referente normativo è, infatti, rappresentato dall'art. 2043, c.c. che sancisce, nell'osservanza della norma primaria del "neminem laedere", l'obbligo di far sì che la strada aperta al pubblico transito (e la sua pertinenza costituita dal marciapiede) non integri per l'utente una situazione di pericolo occulto, tale da realizzare la c.d. insidia o trabocchetto. Pertanto, in tal caso, la responsabilità è configurabile a condizione che venga provata dal danneggiato l'esistenza di una situazione insidiosa caratterizzata dal doppio e concorrente requisito della non visibilità oggettiva del pericolo e della non prevedibilità subiettiva del pericolo stesso. In ogni modo, le predette condizioni della notevole estensione del bene demaniale e della sua utilizzazione generale e diretta da parte dei terzi costituiscono soltanto figure sintomatiche dell'impossibilita della custodia e, come tali, vanno sottoposte in concreto al vaglio del giudice di merito, ritenendosi in particolare, che l'ubicazione della strada nel perimetro urbano delimitato dallo stesso comune sia un elemento sintomatico della possibilità di esercitare la custodia.



 

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