Tribunale di Campobasso, 17.01.2012

In tema di inadempimento delle obbligazioni, il danno da ritardo costituisce una componente del danno complessivo, identificabile nel pregiudizio che il danneggiato subisce per effetto della mancata disponibilità della somma dovutagli a titolo di risarcimento, che egli avrebbe potuto vantaggiosamente utilizzare, se gli fosse stata tempestivamente corrisposta, in impieghi il cui tasso di remunerazione supera il tasso della rivalutazione monetaria nello stesso periodo. Detto danno, pur spettando al creditore indipendentemente dalla costituzione in mora (non richiesta quando il debito deriva da fatto illecito) non può essere, tuttavia, riconosciuto quando risulti dimostrato che la somma liquidata a titolo di risarcimento sarebbe stata destinata ad un impiego che non offre una remunerazione maggiore di quella già assicurata dalla rivalutazione monetaria.



 

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