Tribunale di L'Aquila, Sez. lavoro, 18.01.2012

Si deve escludere che l'attività svolta dai medici specializzandi possa essere inquadrata nell'ambito di un contratto di formazione e lavoro né nel più ampio genere del rapporto di lavoro subordinalo, in cui anche il contratto di formazione lavoro si colloca, non potendo essere ravvisata una relazione sinallagmatica di corrispettività tra la partecipazione dei medici specializzandi alle attività del servizio di cui fanno parte le strutture nelle quali si effettua la specializzazione e gli emolumenti loro dovuti in relazione all'attuazione dell'impegno a tempo pieno per la loro formazione. L'indicato rapporto si traduce quindi in prestazioni finalizzate soprattutto alla formazione teorica e pratica del medico specializzando e non già a procacciare utilità alle strutture sanitarie nelle quali si svolge l'attività necessaria per tale formazione, di modo che la corresponsione di emolumenti allo specializzando è essenzialmente destinala a sopperire alle esigenze materiali dello stesso in relazione all'attuazione dell'impegno a tempo pieno per l'apprendimento e la formazione.



 

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