Tribunale di Cassino, Sez. lavoro, 18.01.2012

Il demansionamento del lavoratore può dar luogo, ad una pluralità di pregiudizi, potendo incidere sia sulla potenzialità economica del lavoratore, sia sul diritto fondamentale dello stesso alla libera esplicazione della sua personalità nell'ambiente di lavoro, sia sul diritto alla salute. Il primo tipo di pregiudizio, avente natura strettamente patrimoniale, si sostanzia nell'apprezzabile e non transeunte menomazione del bagaglio tecnico professionale del lavoratore, con conseguente impoverimento della capacità professionale acquisita dal lavoratore, mancata acquisizione di una maggiore capacità, perdita di chance di progressione in carriera o di ulteriori potenzialità occupazionali o di guadagno. Tuttavia, tale pregiudizio non costituisce una conseguenza automatica di ogni ipotesi di illegittima adibizione a mansioni inferiori. Vanno, infatti, valutate, caso per caso, le caratteristiche delle mansioni alle quali era originariamente adibito il lavoratore e, in particolare, il livello di specializzazione posseduto, la velocità del progresso tecnico caratterizzante lo specifico settore di lavoro, le possibilità di progressione in carriera normalmente offerte in relazione al livello di inquadramento ed al profilo professionale posseduto, i tempi e le condizioni delle suddette possibilità di carriera, oltre che, ovviamente, le caratteristiche delle mansioni alle quali il lavoratore è stato effettivamente adibito e la durata e la gravità della situazione di sottoutilizzazione delle capacità lavorative dello stesso.



 

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