Tribunale di Genova, Sez. I, 20.01.2012

Nel reato di resistenza a pubblico ufficiale, ai fini del riconoscimento della speciale causa di non punibilità prevista dall'art. 4, D.Lgt. n. 288 del 1944 - a mente del quale non si applicano le disposizioni degli articoli 336, 337, 338, 339, 341-bis, 342 e 343 del codice penale quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al fatto preveduto negli stessi articoli, eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni - è indispensabile che l'atto compiuto dal Pubblico Ufficiale si identifichi con un comportamento che manifesti - per capriccio, malanimo, settarietà, prepotenza nei confronti del privato destinatario, sopruso e altri simili motivi - una deliberata intenzione di eccedere dalle proprie attribuzioni. E' necessario dimostrare che il comportamento di costui, causa della reazione offensiva, si sia posto completamente al di fuori della sua funzionale attività e abbia altresì manifestato, una pervicace intenzione di oltrepassare le proprie attribuzioni per perseguire mere finalità vessatorie.



 

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