Tribunale di Bari, Sez. II, 23.01.2012

Merita accoglimento la domanda giudiziale con la quale l'attore, premettendo di aver eseguito un bonifico in favore del convenuto, al fine di acquistare alcune quote azionarie della società di cui questi era amministratore, chieda disporsi la condanna di costui alla restituzione dell'imposto bonificatogli oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria una volta appurato che parte aveva incassato fraudolentemente il denaro. La domanda merita accoglimento risultando provato l'esborso di denaro a mezzo bonifico bancario ed essendo rimasta contumace parte convenuta che, in tal modo, ha omesso di rispondere all'interrogatorio formale deferitole. Il comportamento processuale del convenuto non può che assurgere a prova dei fatti dedotti, secondo il prudente apprezzamento del giudice ai sensi dell'art. 116 c.p.c., che può trarre motivi di convincimento in tal senso non solo dalla concomitante presenza di indizi ma anche dalla mancata proposizione di prove contrarie.



 

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