Tribunale di Reggio Calabria, 24.01.2012

Ai fini dell'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, con riguardo alla forma del contratto, non è necessario che la sottoscrizione degli aderenti venga autenticata da un pubblico ufficiale fidefaciente, poiché, l'art. 182 bis legge fallimentare, R.D. n. 267/1942 non lo richiede, né tale necessità si può desumere da un obbligo del tribunale di valutare la genuinità del consenso dei creditori aderenti. Con riferimento al raggiungimento della percentuale minima del sessanta per cento dei creditori con cui è necessario concludere l'accordo, il debito derivante dal mutuo gravante sull'immobile assegnato alla società debitrice in forza del progetto di scissione parziale contemplato dal piano di risanamento non deve essere considerato nel totale dei debiti ristrutturati in quanto trattasi di atto posto in essere in esecuzione del piano.



 

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