Tribunale di Genova, Sez. I, 26.01.2012

Nel processo civile, in presenza di una rinuncia agli atti, l'art. 306, c.p.c. attribuisce al giudice la funzione di adottare due distinti provvedimenti, aventi ad oggetto, rispettivamente, la dichiarazione dell'estinzione del giudizio, a seguito della rinunzia agli atti formulata da una parte ed accettata dall'altra, e la liquidazione delle spese che la prima deve "ex lege" rimborsare alla seconda, salvo diverso accordo tra le parti. Il primo di detti provvedimenti, quando l'organo investito dalla decisione della causa abbia, per l'oggetto del giudizio, struttura monocratica, ha natura sostanziale di sentenza e, come tale, è appellabile anche se emesso in forma di ordinanza. Diversamente, conserva la sua natura di ordinanza reclamabile ai sensi dell'art. 308, co. 1, c.p.c., se emanata dal giudice istruttore nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione collegiale e, quindi, non può essere altrimenti impugnato se non con quel rimedio espressamente previsto. Il provvedimento di liquidazione delle spese è, invece, dichiarato espressamente non impugnabile dallo stesso art. 306, co. 4, c.p.c., e, quindi, la parte che intenda dolersene può solo proporre ricorso straordinario per Cassazione, in virtù dell'art. 111, co. 7, della Costituzione.



 

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