Tribunale di Milano, Sez. X, 27.01.2012

L'ente territoriale comunale ha la custodia della rete stradale e dei marciapiedi ex art. 2051 c.c., detta custodia appare avere caratteri peculiari, quali l'estensione del bene-rete stradale/pedonale e la non declinabilità, la irrinunciabilità o comunque la non "volontarietà" della custodia stessa (al contrario, invece, il privato può disporre della propria cosa come gli aggrada, anche cedendola o distruggendola, o decidendo di non acquistarla). Considerati i particolari caratteri che in concreto ha la "custodia" ex art. 2051 c.c. della rete stradale e dei marciapiedi da parte dell'ente territoriale, non può ritenersi che l'utente sia esonerato dal minimale e generale obbligo di prudenza e diligenza che gli impone di guardare dove cammina, o dove sta procedendo alla guida del proprio mezzo (considerato, appunto, che, data l'estensione della cosa, l'uso di massa della stessa, la non volontarietà della custodia facente capo al Comune, la scarsità delle risorse disponibili per gli enti locali e la discrezionalità amministrativa, e tutt'altro che infrequente, come detto, imbattersi in irregolarità del manto stradale). In altre parole, in assenza di insidiosità dell'anomalia del manto stradale (insidiosità che non sussiste quando manchino i caratteri di imprevedibilità e di inevitabilità), dovrebbe affermarsi l'esistenza di un'assorbente colpa della vittima, integrante il caso fortuito che costituisce il limite alla responsabilità oggettiva di cui all'art. 2051 c.c..



 

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