Tribunale di Milano, Sez. VI, 27.01.2012

L'indebito oggettivo o ex re, che ai sensi dell'art. 2033 c.c. attribuisce al solvens il diritto di ripetere in ogni caso quanto ha pagato, si distingue dall'indebito soggettivo o ex persona, che ammette invece, ex art. 2036 c.c., la ripetizione qualora il solvens si sia creduto debitore in base ad errore scusabile ed il creditore non si sia privato in buona fede del titolo o delle garanzia del credito, deve rinvenirsi nella circostanza che mentre nel primo caso il debito che si è inteso estinguere con il pagamento non esiste affatto, nella seconda ipotesi il rapporto debitori esiste, ma non tra le persone tra le quali è avvenuto il pagamento. In tale secondo caso, tuttavia, la limitazione ex art. 2036 c.c. concerne unicamente la ripetibilità dell'indebito ex persona debitoris e non anche quello ex persona creditoris che, in quanto tale da creare una situazione pressoché identica a quella dell'indebito oggettivo, deve intendersi regolato dall'art. 2033 c.c.



 

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