Tribunale di Rossano, 31.01.2012

Atteso che né dall'art. 160, né dall'art. 182-ter, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), si desume la volontà legislativa di porre in dubbio il principio di indisponibilità della pretesa tributaria (certamente operante nel momento accertativo ed impositivo), né di porre una deroga della parità di trattamento dei creditori (oltre i limiti generali fatti propri dall'art. 2741 c.c.) pur in seno al momento prettamente satisfattivo e della riscossione, la transazione fiscale prevista dall'art. 182-ter, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), non è un procedimento obbligatorio. L'imprenditore che si trovi nelle condizioni previste dall'art. 160 può formulare pertanto una proposta di concordato preventivo che preveda il pagamento integrale ovvero la falcidia dei crediti tributari, anche senza seguire l'iter descritto dall'art. 182-ter. Logico corollario è che in tale evenienza il debitore non perseguirà gli effetti del consolidamento del debito fiscale e della cessazione del contenzioso che la citata norma ricollega all'esito positivo della transazione fiscale, la quale deve perciò essere considerata come facoltativa per quel debitore che, per qualsiasi motivo, non avesse interesse a conseguire gli effetti anzidetti.



 

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