Tribunale di Cassino, Sez. lavoro, 31.01.2012

Mentre la rinuncia, quale negozio unilaterale non recettizio, è idonea a sortire gli effetti sostanziali ad essa sottesi, id est: estinzione dei diritti patrimoniali connessi al rapporto di lavoro, anche in assenza del beneficiario, la transazione, in quanto contratto, richiede l'incontro delle volontà di tutte le parti interessate e la contestuale sottoscrizione del verbale di conciliazione. In particolare, la c.d. "quietanza a saldo" sottoscritta dal lavoratore, può assumere valore di rinunzia o di transazione, con riferimento alle dinamiche del rapporto di lavoro subordinato e ai diritti ad esse sottesi, solo se risulti accertato, sulla base dell'interpretazione del documento a di altre circostanze specifiche aliunde desumibili, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati o obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi.



 

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