Tribunale di Ivrea, 02.02.2012

E' destituita di fondamento la domanda giudiziale con la quale l'Inps chieda la ripetizione della somma indebitamente erogata in favore del ricorrente a seguito della domanda di ricalcolo della pensione, da questi presentata, di cui l'ente previdenziale abbia accertato, successivamente all'erogazione, la non debenza trattandosi di un beneficio che alla data del pensionamento del ricorrente non ancora entrava in vigore. Orbene, la ripetibilità dell'indebito sussiste solo nell'ipotesi in cui sia ravvisabile il dolo del beneficiario che può consistere tanto in una vera e propria condotta fraudolenta volta ad ingannare l'ente circa la sussistenza del diritto rivendicato, tanto nella mera consapevolezza dell'effettiva insussistenza del diritto in capo al destinatario. Ne deriva, in conclusone, l'insussistenza del diritto dell'Inps di ripetere quanto corrisposto al ricorrente, con condanna alla restituzione di quanto abbia eventualmente già recuperato a tale titolo all'atto della sentenza.



 

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