Tribunale di Varese, Sez. I, 03.02.2012

L'abrogazione delle tariffe forensi, ai sensi dell'art. 9, D.L. n. 1/2012, comporta che il giudice, per la liquidazione del compenso all'avvocato, debba applicare l'art. 2225 c.c.. In applicazione della norma in esame, per la quantificazione del compenso, il giudice può fare riferimento agli standards liquidativi in precedenza applicati e alla somma calcolata dallo stesso difensore mediante la nota spese di cui all'art. 75 disp.att.c.p.c.. Nella determinazione del compenso, occorre tenere presente che il soggetto che esercita la professione forense, indipendentemente dagli atti specifici compiuti, svolge un servizio di pubblica necessità e quindi contribuisce alla realizzazione delle finalità di giustizia nel processo, aspetto che impone di rispettare la professione dell'avvocato non frustrandone la funzione mediante un compenso inadeguato o insufficiente.



 

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