Tribunale di Padova, 04.02.2012

Incorre nell'imputazione per il reato di resistenza a P.U. il prevenuto che con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, all'interno degli uffici della Questura, minacciava gli agenti della Polizia di Stato mentre compivano atti del loro ufficio, offendendone l'onore ed il decoro con la pronuncia di frasi ingiuriose. La circostanza in forza della quale il prevenuto ponga in essere un atteggiamento di sfida, chiaramente finalizzato a disturbare e ad interrompere l'attività di identificazione del prevenuto medesimo, da parte degli operanti, configura il reato di resistenza a P.U., non richiedendosi, a tal fine, che sia impedita in concreto la libertà di azione dell'agente ed essendo sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto dell'ufficio o del servizio.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati