Tribunale di Milano, Sez. III, 04.02.2012

Accertata la portata lesiva di un articolo, in quanto recante notizie non corrispondenti a verità e dunque pregiudizievole in primo luogo per la sua falsità ed inoltre per il suo carattere intrinsecamente offensivo dell'onore e della reputazione del soggetto interessato, consegue la responsabilità dell'autore dell'articolo per l'illecito diffamatorio, del direttore responsabile del giornale all'epoca della pubblicazione e dell'editore. A carico del direttore, in particolare, la responsabilità è configurabile sotto il profilo dell'agevolazione colposa del delitto di diffamazione commesso da altri, integrata in quanto omesso il dovuto controllo volto ad impedire la consumazione di fatti penalmente rilevanti, mediante l'esercizio dei poteri ad esso spettanti nell'ambito delle sue attribuzioni di direttore responsabile della testata giornalistica. In circostanze siffatte deve, inoltre, intendersi configurabile anche una responsabilità della società editrice, discendente dall'art. 11, L. n. 47 del 1948, nella parte in cui prevede, nei reati commessi con il mezzo della stampa, la civile responsabilità del proprietario della pubblicazione e dell'editore in solido con gli autori del reato. Consegue, dunque, la condanna dei soggetti menzionati al risarcimento del danno non patrimoniale subito dal soggetto interessato dall'articolo, in base al combinato disposto degli artt. 185 c.p. e 2059 c.c.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive