Tribunale di Arezzo, 04.02.2012

Contestato il reato di realizzazione di opere edilizie abusive, ai fini del connotato della precarietà dell'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non acquistano rilevanza né le caratteristiche costruttive, né i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità dell'opera, bensì unicamente le esigenze temporanee alle quali la stessa eventualmente assolva. In ogni caso, in assenza di specifico provvedimento di sanatoria, e dunque di permesso di costruire in sanatoria mediante accertamento di doppia conformità, quale causa estintiva della contravvenzione urbanistica a norma del combinato disposto di cui agli artt. 36 e 45, D.P.R. n. 380 del 2001 (T.U. Edilizia), nessuna causa estintiva dei reati urbanistici contestati può intendersi realizzabile. In tal senso deve, invero, rilevarsi che nemmeno la eventuale demolizione delle opere abusive comporta la estinzione del reato commesso con la loro costruzione, non eliminando l'antigiuridicità del fatto già perpetrata con la loro realizzazione e non incidendo né sull'elemento oggettivo del reato, né su quello soggettivo.



 

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