Tribunale di Urbino, 06.02.2012

L'abrogazione delle tariffe forensi, ai sensi dell'art. 9, D.L. n. 1/2012, comporta che il giudice, per la liquidazione del compenso all'avvocato, possa fare riferimento all'art. 2233 c.c. che, però, non è utilizzato in via diretta ma solo quale parametro di riferimento nell'operazione di liquidazione ai sensi dell'art. 91 c.p.c. e ss.. Ne consegue che, salvo che agli atti del processo non risulti un diverso accordo tra il cliente (parte non soccombente) e proprio difensore, il giudice, almeno per le attività difensive compiute fino alla data di entrata in vigore dell'art. 9, D.L. n. 1/2012, potrà continuare a far riferimento alle tabelle allegate al D.M. n. 127/2004 quale criterio di stima del costo presumibile della difesa tecnica. E' facile presumere, infatti, che in assenza di un diverso accordo (o della relativa prova) e per il tempo in cui erano in vigore le c.d. tariffe forensi, detto costo sia prossimo a quello calcolato secondo le tabelle allegate al D.M. n. 127/2004.



 

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