Tribunale di Milano, Sez. I, 07.02.2012

In materia di ingiuria (sia essa verbale o scritta) è necessario che le espressioni utilizzate siano di per sé obiettivamente lesive; siano, cioè, tali da offendere per il loro significato qualunque persona in quanto titolare di questi beni o, ove prive di tale caratteristica, acquisiscano carica ingiuriosa in relazione alla personalità delle parti, ai rapporti tra loro eventualmente intercorsi ed all'ambiente in cui il fatto si svolge. Dalla presenza dei requisiti indicati potrà apprezzarsi l'eventuale sussistenza dell'elemento psicologico che richiede, per la condotta censurata, la necessaria presenza in capo all'autore del cd. animus nocendi. Nel caso in considerazione non si rinvengono nella missiva espressioni di carattere insultante All'esclusione del carattere ingiurioso della missiva, consegue il rigetto della domanda risarcitoria avanzata a tale titolo da parte attrice.



 

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