Tribunale di Milano, Sez. I, 07.02.2012

L'imputazione degli effetti di un contratto nella sfera di un soggetto diverso da quello che ha concluso il medesimo non richiede l'uso di particolari formule sacramentali, purché possa essere desunta da dichiarazioni o comportamenti del rappresentante che, per la loro univocità e concludenza, siano idonei a rendere l'altro contraente edotto della circostanza che egli agisce non solo nell'interesse, ma anche in nome del rappresentato, nella cui sfera giuridica gli effetti dell'atto sono destinati a prodursi direttamente. In tal senso, l'eventuale eccepita carenza della contemplatio domini può intendersi superata in presenza di un atto notarile di conferimento della procura ad effettuare un determinato affare e della esibizione dell'atto al momento della stipulazione del relativo contratto.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive